riflessioni&libri

Mi chiamo Allende e il Premio Sicilia lo vinco io.

Isabel Allende è la vincitrice del ‘Premio Sicilia’ promosso dalla Regione come anteprima di Tauk, il Festival internazionale del libro che si svolgerà a Taormina dal 24 al 28 giugno sul tema ‘Padre e figli’.”

Tutti gli appassionati di lettura sanno chi è questa ben tenuta signora ultrasettantenne (giuro, anche io non ci volevo credere quando ho letto su wikipedia 1942). Incontestabilmente regina di vendite e di apprezzamenti in tutto il mondo, ora si aggiudica anche il nostro bel premio isolano.

Ora, io sono in vena socratica e prima o poi mi faranno bere la cicuta, ma chiedo: quanto è importante, a livello di marketing far vincere quel premio a un personaggio famoso?

TANTO.

anzi, TROPPO.

Lo vince l’autore/autrice siculo con un bel libro (perchè non mi dice che non ci sono), ma chi se ne frega. Ma se lo vince la Allende…ragazzi!! Te lo dicono pure sull’ultimo blog più sfiato del mondo (leggi: il mio).

Mi aggiungo, quindi, ai colpevoli che parlano del Premio Sicilia solo perchè lo vince lei. Però io veramente mi chiedo, ma quanto possiamo essere tristi quando pensiamo a queste genialate?

Quanto crediamo di far davvero bene al territorio sposando il verbo “che se ne parli?”. Di chi è la colpa? Quanto i libri sono cultura e quanto sono mercificazione?

Lettori, solo voi potete salvarci. Scegliete con il cuore e non con il nome (o il marchio) stampato sul libro. Non siete più fighi se leggete Rizzoli o Einaudi e snobbate lo sconosciuto siciliano. La cultura, quella vera, dipende dalle vostre scelte.

qui l’articolo sulla Allende: http://www.globalist.it/culture/articolo/215575/taobuk-festival-internazionale-del-libro-va-a-isabel-allende-il-premio-sicilia.html