Uncategorized

Socrate, il più grande dei guerrieri

C’è un tarlo, un pensiero malato, che ci infesta. La convinzione di sapere come stanno le cose.
“Questa cosa è cosi”.
Mi sembra che il fenomeno di onniscenza si verifichi con più frequenza in caso di preparazione sommaria o inesistente sull’argomento.
Non importa che la questione sia la natura dell’amore o la funzione d’onda di Schrodinger.

Non credo sia colpa di Facebook o di internet, o dei telefonini. Anzi, tutti questi strumenti hanno il merito di aver reso più evidente la situazione.

Tutto sommato lo stesso problema ce l’aveva Socrate ad Atene, nel 399 a.C. (ma anche qualche anno prima).

Nella sua apologia, Platone gli fa dire:

“In realtà, giudici, […] il sapere dell’uomo è davvero poca cosa, o niente. […] È come se – l’oracolo – avesse detto: «O uomini, il più sapiente tra voi è colui che sa, come Socrate, che alla fin fine il suo sapere è nulla».”

Queste sono alcune delle parole che usa per difendersi al processo. Bastano e avanzano per immaginare il verdetto. Si può perdonare un uomo che ti mostra la tua ignoranza? Che ti fa crollare tutte le certezze? Che ti fa rendere conto che non sai proprio niente? No.
Le sue domande sono dolorose, umilianti. Noi non le vogliamo ascoltare. Quest’uomo che ci mostra la nostra ignoranza lo vogliamo uccidere. Preferiamo accettare conclusioni facili, scontate, superficiali. Sono rassicuranti, sono la pillola azzurra (1).

Meglio “credere”. Negli dei del mito, al politico famoso, al telegiornale.

Vogliamo certezze, che siano false non importa. Tanto non puoi sapere quali sono quelle vere, no? A questo punto preferisco un bel pezzo di bistecca al sangue, anche se so che è un’illusione.
“L’ignoranza è un bene”(2).

Sa di sconfitta, però. Di una battaglia persa senza combattere.
Non è quello che vogliamo davvero.

E allora andiamo anche noi dietro a quell’uomo strambo che si aggira per le vie di Atene.
Andiamo con lui a osservare i mercanti contrattare, i politici discorrere, i bambini giocare in piazza.
Interpelliamo tutti quelli che ci sembrano meritevoli e infine, alla sera, passeggiamo con lui fra i giardini e poi fermiamoci ad osservare il cielo notturno.
Forse avremmo la fortuna di ascoltarlo mentre dice:

“Per l’uomo questo è il più grande dei beni, vivere ragionando ogni giorno sulla virtù e sugli argomenti di cui mi sentite discutere, esaminando me stesso e gli altri, e che la vita senza la ricerca non è degna di essere vissuta.” (3)

A quel punto sapremmo che non perderemo mai. Perché finché si combatte, non c’è sconfitta.
E morire mentre lo facciamo è la più grande delle vittorie. Come Socrate, il più grande dei guerrieri.

(1) Dal film Matrix
(2) In Matrix uno dei personaggi tradisce il gruppo, preferendo una facile illusione al posto della realtà. Lo fa mentre mangia una succosa, finta, bistecca.
(3) L’Apologia di Socrate si può leggere qui, http://www.ilgiardinodeipensieri.eu/testi/apologia.htm

Esiste anche il file audio (che consiglio perché è davvero ben fatto). http://www.liberliber.it/online/autori/autori-p/plato-platone/apologia-di-socrate-audiolibro/