Filosofia

Illuminismo erotico, alias Juliette (parte 1)

Prima di arrivare a parlare del romanzo erotico di De Sade è necessario partire dall’inizio (ebbene si, fa parte del mio prossimo esame: Filosofia pratica. Provo a metterla giù facile).

Come tutti sanno (?!) a definizione più cool dell’Illuminismo è di Kant è presto detta. La parafraso:

Quando usi la ragione (e non la guida di un altro) per valerti del tuo intelletto, allora esci da uno stato di “minorità”.

TAC! Questa “uscita dalla minorità” è l’Illuminismo.

Da questo derivano una serie di concetti di logica e vari principi relativi all’ordine scientifico unitario. Senza entrare troppo nel dettaglio, arriviamo al punto fondante della scienza moderna: Miss Ragione è la facoltà di “dedurre il particolare dall’universale”.

SBAM! Considerando che prima la Terra era piatta e le streghe bruciavano sui roghi è un grande passo avanti. MA non così avanti, ora scopriamo perché.

Il sistema a cui tende l’Illuminismo è quello che aiuta meglio l’uomo a “sottomettere la Natura“. Secondo i due autori su cui baso questo breve scritto (v. dettagli bibliografici alla fine), qui iniziamo a parlare di “autoconservazione”.

L’uomo sottomette la Natura con lo scopo di autoconservarsi.

Scommetto che vi viene naturale pensare “inquinamento, disastri naturali, guerre, malattie: non mi sembra che il sistema illuministico (ovvero; la scienza) stia andando così bene.”

Ebbene, le contraddizioni c’erano già in Kant.

Questo schematismo della ragione che raccorda il particolare all’universale si rivela, sorpresa, sorpresa: “come l’interesse della società industriale”. Tutto diventa processo ripetibile.

Il “borghese” vede a priori il mondo come “la materia con cui se lo fabbrica”.

Dov’è l’inghippo?

Il concetto di ragione mirava a far emergere l’interesse comune degli uomini, attraversando le loro “differenze casuali”. Quello che ne è venuto fuori, invece, è una ragione come scienza sistematica, che annulla le differenze e, con esse, anche l’interesse comune.

Non ci sono altre qualifiche che non siano le classificazioni dell’attività sociale. In pratica tu sei: un medico, un manager, un insegnante, un padre, una figlia. Insomma un esponente qualsiasi di una categoria.

Così per i potenti gli uomini diventano un “materiale”, come l’intera natura per la società.

Lo ha scritto Nietzsche nella genealogia della morale, ma lo ha realizzato ancora più in fondo il Marchese di Sade, che mostra nella sua “Juliette” l’intelletto senza guida di un altro.

Juliette è la sorella dissoluta, priva di morale, adorante della scienza.

Ma ve ne parlerò nella prossima puntata!

Tratto da “Juliette, o illuminismo e morale”, Adorno-Horkheimer