Uncategorized

Le Mezzelane Casa Editrice – Focus sull’editing

Ciao a tutti,

Come sapete ho pubblicato il mio Livia con le Mezzelane e siete in molti a chiedermi lumi su questa giovane realtà editoriale. Fra le molte domande, la più ricorrente è quella che riguarda il processo di editing che, lo dico senza falsi perbenismi, è davvero un fiore all’occhiello di questa casa editrice.

Mi fa molto piacere indossare il vestito dell’intervistatrice, quindi, e farlo spiegare direttamente dalla Capa Editor, Maria Grazia Beltrami che è stata così gentile da rispondere alle mie domande.

  • Prima cosa grazie per la tua disponibilità! Parliamoci chiaro, nelle case editrici spesso l’editing non è esattamente un punto di forza. Si affidano sempre di più alle agenzie che spesso chiedono soldi all’autore anche per servizi di revisione del testo. Che ne pensi di questa pratica?
Devo proprio rispondere? Questa è una pratica di cui penso tutto il male possibile, ma non in generale, in riferimento a come funziona l’editoria italiana. Perché, per esempio, nell’editoria anglosassone è normale che un autore faccia editare a proprie spese un’opera prima di proporla a un editore. In questo caso l’editor di solito è alle dipendenze di un agente letterario, che poi propone l’opera all’editore adatto. L’editor della casa editrice, in ambiente anglosassone, ha una funzione leggermente diversa: valuta le potenzialità del manoscritto proposto, eventualmente suggerisce modifiche, che poi vengono effettuate in vari modi.
  • Come funziona l’editing a Le Mezzelane? Si tratta solo di una correzione di bozze oppure si va più in profondità?
La correzione di bozze, che noi chiamiamo caccia al refuso, per noi è la fase finale dell’editing e viene fatta sulla bozza di stampa. Questo significa che l’editing è ben altro. Noi leggiamo il testo, ne soppesiamo i pregi e i difetti, interloquiamo con l’autore esprimendo dubbi e chiedendo chiarimenti, se del caso sollecitiamo riscritture, anche approfondite. Per noi un manoscritto è un diamante grezzo, il prodotto finito un brillante, o almeno, cerchiamo di renderlo tale.
  • C’è un “processo” standard di editing? Ovvero delle regole “procedurali” che vengono seguite per tutti gli autori dalla firma del contratto in poi?
Sì. C’è un processo standard. Prima di tutto precisiamo che al momento lo staff editor di Le Mezzelane è composto da me, capo editor, e da altri dodici editor, e che, in linea di principio, ogni editor è in grado di elaborare qualsiasi genere di testo, anche se ovviamente ci possono essere punti di forza e preferenze. Detto questo, il manoscritto da editare viene passato a un editor, che lo studia, lo elabora, fa correzioni, note e appunti. Una volta terminato il lavoro l’editor passa l’elaborato a me, che lo trasmetto all’autore e metto per la prima volta in contatto autore ed editor. Perché questo contatto non avvenga prima lo spiegherò dopo. Da questo momento in avanti autore ed editor proseguono l’elaborazione del testo, solo e soltanto via email, e con me in copia, non per curiosità, ma perché io possa intervenire immediatamente in caso di dubbi o disaccordi, fino ad arrivare a una versione definitiva che soddisfi autore ed editor. A questo punto il manoscritto viene impaginato e ne viene ricavato un pdf, che torna ad autore ed editor per la caccia al refuso. Una volta evidenziati i refusi vengono fatte le correzioni e si preparano il pdf definitivo per la stampa e l’ebook. La copertina, il formato e altre cose, da contratto (quello che gli autori non leggono mai) sono esclusiva competenza della casa editrice, cosa che non impedisce di avere contatti con la nostra grafica per parlare delle proprie idee, ma se lei dice no, è no. Perché autore ed editor non si parlano prima della prima elaborazione del manoscritto e perché i successivi contatti avvengono solo via mail? Perché i nostri editor sono preziosi, sono il patrimonio della casa editrice, di conseguenza debbono poter lavorare con la massima tranquillità, senza, per essere più precisi, avere l’autore sulla spalla stile corvo che ogni due minuti chieda a che punto è il suo editing. Come è giusta pratica, se un autore invia una seconda opera, l’editor sarà lo stesso che ha già editato la prima, ma, a parte questo, la procedura non cambia. Oltre che essere capo editor, ovviamente edito anch’io.
  • Che succede se un autore non è d’accordo sulle modifiche proposte e ogni possibilità di trovare un compromesso fallisce?
Da contratto l’autore è tenuto a pagare l’editing svolto (NB Solo se poi rifiuta la pubblicazione, è specificato nel contratto, leggetelo!). Tolte le spese sostenute dalla casa editrice questa cifra viene girata all’editor, che deve essere giustamente compensato per il lavoro svolto. Per completezza di informazione, anche se solo una volta, è già successo.
  • Accettate anche testi che vanno lavorati in profondità, se l’idea vi convince? Oppure li rifiutate spiegando i motivi, lasciando all’autore/autrice il compito di riscrivere/revisionare?
Dipende. Se la storia è davvero forte, cerchiamo di attuare un percorso di collaborazione con l’autore che porti a un’opera pubblicabile.
Per chi non la conoscesse, Maria Grazia (Mgb per gli amici) emana un’aura di autorevolezza che fa effetto anche alla regina delle strafottenti qui presente. Facciamoci un po’ di fatti suoi.
Io vivo in Germania e sono anche una traduttrice dall’inglese (tecnica e letteraria) e dal tedesco (solo tecnica). L’idea dell’agenzia è nata così, ma la casa editrice occupa la gran maggior del mio tempo, al momento anche come traduttrice.
  • E la collaborazione con Le Mezzelane? Che tipo di esigenza ti ha spinto a intraprendere questa strada?
Conoscevo Rita da una mia precedente collaborazione con un’altra casa editrice, interrotta per motivi economici. Quando Rita mi ha chiesto cosa ne pensassi della sua idea di aprire una casa editrice, e le idee che aveva in proposito, è stato naturale unirle con le mie, e il risultato è quello che vedete.
  •  Come sta andando? Che ne pensi del “sistema editoriale” in questi anni di boom tecnologico e di nuovi canali di vendita?
Premettiamo che Le Mezzelane ha poco più di un anno, è quindi in piena infanzia, e nonostante le idee di base fossero buone, metterle in pratica richiede tempo e pazienza, ma se devo dire come va, posso solo dire che va meglio di quanto avessimo sperato. E non un po’ meglio, va molto, molto, molto meglio. Il sistema editoriale italiano è, come molte cose italiane, bizantino, e lo dimostra il fatto che la catena di distribuzione è uno squalo perennemente affamato, e la cosa è aggravata dall’italica tendenza a non pagare i debiti (leggi quote relative ai venduti). Il boom tecnologico e i nuovi canali di vendita sono dei mezzi, basta usarli. Magari ci vuole un po’ per imparare, ma rifiutare il nuovo è sempre un errore gravissimo.

Ringrazio Mgb per il tempo che mi ha concesso e beh… se avete un manoscritto nel cassetto perchè non provarci?

Qui il link per l’invio a Le Mezzelane Casa Editrice, ma mi raccomando seguite tutte le regole specificate nella pagina!
In bocca al lupo!