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Recensioni, quanta tristezza

Quando pubblicai “Non Piangere” in self su Amazon, ero del tutto ignara di qualunque meccanismo sia editoriale che “sociale”. Avevo scritto questa storia per “reinterpretare” il tema BDSM, non avendo apprezzato il modo in cui era presentato in 50 sfumature.

Ho messo giù “Non Piangere” senza pretese, solo perchè mi faceva stare bene farlo. Così, quando ho iniziato a vedere schizzare le vendite, pensavo fosse normale. Insieme alle copie sono iniziate a fioccare anche le recensioni, su ognuna di esse ho fatto delle riflessioni.

“Scopiazzato”, ci sta da chi ha focalizzato l’attenzione solo su qualche scena BDSM ricollegabile alle sfumature. Ma d’altronde quello è. Mi è dispiaciuto che la persona che ha scritto questa cosa abbia del tutto tralasciato il fatto che la relazione intima è solo una parte e non il tema centrale del libro, ma va bene così, ognuno giudica per se stesso.

Poi, però, ho visto alcune recensioni davvero senza senso e non riuscivo a capacitarmene. Persone che hanno visto del “Twilight” nel mio libro (???) o che l’hanno ritenuto “senza senso”. Per mesi mi sono scervellata.

Oggi che non sono più di “primo pelo” come diciamo a Roma, mi rendo conto che alcune di quelle recensioni non possono essere reali. Impossibile.

Mi dispiace che le abbia considerate più di quello che meritassero e forse chissà, dovrei anche ringraziarle perchè poi, da quella voglia di riaffermare le mie storie, sono nati L’altro lato del sole e, subito dopo, Livia.

Chiudo ringraziando per le tre (belle) recensioni ricevute ieri. Un libro non deve piacere per forza, si migliora solo se qualcuno ti fa notare i problemi. Però veramente, io spero che le ragazze, donne, persone che dedicano la loro vita all’invidia al risentimento, possano dedicarla a qualcosa di più utile per se stesse e per gli altri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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per cui avevo provato delle emozioni real