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Depressioni editoriali

Ho appena visto un post che pubblicizza l’ennesimo romanzetto (di nota casa editrice) che parla del cattivo ragazzo che si innamora della brava ragazza.
Si aggiunge al novero dei libri con titoli che recitano di vari profumi di varie cose (the, foglie di limone o chissà cos’altro) delle libraie di chissà dove che fanno qualcosa con i libri, magari nelle librerie piccole e situate in noti angoli romantici di Parigi.
Io, a volte, da lettrice mi sento presa in giro. Però mi dico, ma se fanno così vuol dire che li vendono e quindi la gente li compra.
Ma io vi chiedo… Noi non ci siamo rotti di tutta questa roba standardizzata dove non c’è un minimo di ricerca di nuove visioni (ma anche una cosa accennata, mica tanto)?
Cioè, ma che palle!
Pensare che anche io avrei voluto essere pubblicata da queste case editrici “big” (e direte che è la storia della volpe e l’uva eh?!), ma vi giuro che con la consapevolezza di oggi non accetterei mai di essere buttata nella mischia così.
Preferisco continuare a divertirmi, a ricercare, nel mio piccolissimo (e magari anche pessimo) viaggio di scrittrice.
#love #rebels