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Il prezzo della scrittura: Una giornata bestiale, Vincenzo Carriero #recensioneperdonazione

Diamo il via alla rubrica #recensioneperdonazione (tutte le info su come donare le trovate QUI) ringraziando Vincenzo Carriero che si è immolato per primo!

Dunque, si potrebbe liquidare questo romanzo con un “non mi è piaciuto”. Ma poi pensi, l’ho letto in poco più di un giorno, ho addirittura sorriso (cosa che nella lettura mi è successo davvero poche volte) e volevo arrivare alla fine.

Allora provi a capire che cos’è che non funziona. Inizi a scollare i vari attributi, stile, struttura, tema narrativo, punto di vista, fino ad arrivare alla base, ritmo e grammatica.

Potrei dire, in modo ben poco criticabile, che le soluzioni narrative sono assurde e fuori luogo. Ma non è nemmeno quello il problema, quello è solo il sintomo del problema.

La scrittura ci richiede un prezzo e, se non siamo disposti a pagarlo, lei non ti paga a sua volta. Molti autori si nascondono dietro artifici pseudointellettuali per evitare questo dazio, Vincenzo, invece sfugge (esattamente come il protagonista del libro)  con una serie di salti mortali difficili da digerire.
Ma qual’è il prezzo da pagare per scrivere qualcosa che spacca? Siamo noi. La nostra intimità, la nostra nudità. Non si può scrivere senza darsi. La scrittura è mettersi davanti a chi ci legge togliendo uno a uno i veli con cui nascondiamo la nostra anima.

È un gesto semplice, pulito, onesto. Non ha bisogno di paradossi e neppure di quella fin troppo diffusa prosa artificiale (e non è questo il caso, la prosa di Vincenzo è la cosa più bella del libro, io l’ho adorata). Ha solo bisogno di coraggio e di spregiudicatezza, ma quella vera.

Forse un giorno Vincenzo lo scriverà quel romanzo, quello in cui non si corre, in cui non si ammassano eventi di dubbia provenienza. Quello in cui ci si spoglia. Purtroppo, non è questo quel romanzo.

Daje Vincè, non t’arrende. Dai alla tua bella scrittura quello che si merita.

#love #courage