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L’altra linea della vita, Roberta Cuttica

Originale, profondo, coraggioso.

I luoghi di questo romanzo, sono i luoghi dell’anima. I personaggi sono gli specchi che ci restituiscono quello che vogliamo vedere o siamo in grado di vedere. Ma non è poi la stessa cosa?

Cammini che si intrecciano, nel tempo di una notte che sembra infinita quando inizia, ma che si trasforma in ricordo nel momento in cui si illumina. La viviamo insieme a Leon che la percorre con un Diario in mano, reduce da un evento terribile e senza via d’uscita.

Ed ecco. Qui è il primo insegnamento che riceviamo noi lettori. Come facciamo ora? E’ impossibile tornare indietro, impossibile cambiare le cose.

La domanda è soffocante, pesante come le catene che troppo spesso ci legano e ci impediscono di guardare oltre, di andare oltre. Ma come accade a Leon è la vita che ti sospinge lì dove devi essere. A noi sta avere il coraggio di seguire quella linea, tracciata per noi, forse proprio da noi. Perché, come scrive anche Heidegger in “Essere e Tempo: “ciò che spetta all’uomo è […] portarsi a compimento, diventare ciò che è“.

L’altra linea della vita è una storia che ha valore quando la interpretiamo, la rileggiamo attraverso noi stessi. Ed è una lettura piacevole, che scorre via come l’acqua di un fiume limpido, mai pesante, mai banale.

Non aspettatevi una storia come le altre, in cui tutto è manifesto, in cui tutto vale per se stesso. Non aspettatevi una struttura narrativa come siamo abituati a leggere. Se questo libro vi chiama, lasciatevi andare, leggetelo con mente aperta, pulita, svincolata dalle abitudini del “è così che si fa, è così che si deve scrivere”.

Consigliato.

Complimenti a Roberta Cuttica che, insieme a Flavio Troisi, ha scritto questo romanzo edito da Mondadori.