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Il diavolo dentro, Roberto Ottonelli #recensioneperdonazione

Terzo appuntamento con la rubrica #recensioneperdonazione. Ringrazio Roberto per aver partecipato all’iniziativa.

Dunque, questo libro mi ha lasciato un po’…smarrita. Immagino sia la reazione che l’autore volesse suscitare, quindi mio caro Roberto: missione compiuta.

Credo che il romanzo si possa riassumere in: sesso, violenza, sesso, ignoranza del branco.

Il ritmo è serrato (fin troppo, in alcune parti) e sicuramente si vuole arrivare alla fine, quantomeno per assicurarci che tutto si concluda, in qualche modo.

Io non ho seguito nel dettaglio le vicende delle Bestie di Satana, ma leggo in una recensione che questo libro ne riassume la sostanza. Non poteva che essere una lettura forte, forse anche estrema.

Roberto mi ha detto di essere rimasto colpito dalla frase che si legge nel mio profilo Facebook, ovvero: “Danzi mai con il diavolo nel pallido plenilunio?”.

Si tratta di una frase del Joker che ho declinato nella mia personale idea (a-religiosa) del “diavolo”. Un’istinto di rottura dalle convenzioni, di libertà, più vicina al Dioniso di Nietzsche che al nichilismo puro che ci descrive Ottonelli con la sua scrittura diretta e senza sconti.

Il punto di vista ruota fra vari protagonisti di questa storia di degrado, perversione e profonda noia interiore. Di quella che ti corrode al punto da farti dimenticare che cosa significa essere una persona.

Lo consiglio a chi ha lo stomaco foderato di acciaio e agli intrepidi lettori di una narrativa “sporca” e politicamente scorretta.

A tal proposito non ho capito molto la dedica finale a Paolo Ozzy Leoni, condannato all’ergastolo per gli omicidi collegati alle Bestie di Satana. Non voglio credere che sia per una sorta di cameratismo, ma se fosse perchè l’autore lo ritiene estraneo ai fatti (come il condannato stesso sostiene) sarebbe stato meglio evidenziarlo, in modo da evitare fraintendimenti (Nda l’Autore conferma questo secondo caso). Credo che, nel momento in cui si decide di scrivere una dedica del genere, bisogna anche avere cura di specificarne il motivo.

Per come la vedo io, comunque, in questo libro del diavolo non c’è traccia. C’è solo un triste vuoto scavato nei petti dei protagonisti che li confina alla miseria e alla bestialità.

Se siete curiosi, lo trovate QUI!