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Nel vuoto, solo in parete – Alex Honnold

Siamo tutti destinati a morire.

In qualsiasi modo accadrà faremo del male a chi ci ama.

Quello che conta sarà aver vissuto davvero.

Alex Honnold

Prima di leggere questo libro ero del tutto digiuna di arrampicata.

Sono stata colpita dall’impresa di Alex balzata agli onori di cronaca questa estate, ovvero salire la parte di granito di El Capitan, nello Yosemite Park in California in free solo.

Significa che si è arrampicato, per quattro ore, su passaggi che sarebbero stati difficili anche con aiuto artificiale, senza corda né altra attrezzatura che non fosse un sacchetto di magnesite.

Dato che portare a termine un’impresa del genere non può essere opera di uno sprovveduto (perché uno sprovveduto cade dopo 30 metri), mi sono chiesta chi fosse questo ragazzo, perché lo facesse, come sia riuscito a farlo.

Così ho comprato questo libro che parla di sogni, di avventura e di quella follia magica e sconsiderata che ha sempre spinto l’essere umano verso le avventure più estreme.

L’ho centellinato perché non volevo che finisse. Il messaggio che trasmette è forte, come quella vita di cui parla Alex che va vissuta fino all’ultima goccia, senza farsi schiacciare dalle convenzioni e dall’angoscia.

Stupendo, straconsigliato!