riflessioni&libri

Relazioni Brutali e Chiara Ferragni

Sto studiando un libro che mi ha colpito molto.

Si intitola Relazioni Brutali ed è scritto dalla mia professoressa di Sociologia dei Media (prox esame). Il tema centrale è la figura femminile, alla luce della violenza di genere, all’interno dei media considerati nel senso più ampio del termine.

Non so se essere grata o no a Elisa Giomi e Sveva Magaraggia, ma ora in poi non mi sfuggirà più nessuna delle volte in cui il corpo della donna viene standarizzato, mercificato, reso oggetto o prodotto.

Mi accorgerò di tutti i testi delle canzoni che inquadrano la donna come un essere da possedere o che addirittura “ama il modo in cui le si mente”, come canta Rihanna ad Eminem.

Proprio adesso che sono davanti alla TV a veder parlare il designer di turno, tutto fiero delle sue creazioni stampate schiaffate su tette compresse, cosce bagnate e volti femminili inquadrati a metà, mi ricorderò che è un uomo a mostrare nome e cognome, mentre le ragazze sono solo richiami sessuali senza faccia.

E a noi donne ci abituano così bene che non ce ne accorgiamo, tutto sommato è normale. Anzi, sai che c’è, noi stesse vorremmo essere una di quelle bellezze ammiccanti (e non che ci sia niente di male).

Però poi penso a uno post sponsorizzato di Calzedonia su Instagram e anche su quel post c’è una bella ragazza, ma stavolta la conosciamo (quasi) tutte: si chiama Chiara Ferragni.

Non è una ragazza senza nome, non è un corpo senza contenuto. Al di là del proprio giudizio personale sulla Ferragni, assegno il merito a Calzedonia di aver voluto rompere lo schema di modella anonima che, suo malgrado, assurge a “stereotipo aspirazionale di donna” e non a una donna che esiste davvero.

Ebbene, Calzedonia (ma anche Intimissimi) fa un passo avanti presentandoci persone e non immagini e cosa facciamo noi, ragazze? Se vi capita vi invito a leggere gli insulti a Chiara Ferragni e a Calzedonia sotto quel post. Ci sarebbero stati lo stesso se ci fosse stata una Venere senza nome? Io non credo proprio e di sicuro non così in larga misura.

Violenza di genere, cultura, media ci hanno infettato al punto che non ci rendiamo più conto della ragnatela di cristallo in cui siamo invischiate che ci riduce a morderci l’un l’altra.

Meglio il nulla di un corpo strizzato e umido della faccia una una donna reale, una donna di cui sappiamo molto (se non tutto)? Non può essere meglio.

Ma non per via di un giudizio di merito positivo sulla Ferragni, ma perchè le donne son sempre “qualcuno” sono persone e così devono essere raccontate. Così devono PRETENDERE di essere considerate, tutte quante.

Se vi volete formare un’opinione in merito, leggete Relazioni Brutali. Sarò felice di condividerla.

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