Introduzione all’avventura

Inizio

Interpreterete un gruppo di esperti qualificati che è stato chiamato  in seguito al ritrovamento di un cadavere all’interno di Palazzo Reale.
Il fatto, in sé già meritevole di ogni attenzione da parte dei carabinieri, è reso più straordinario dalle condizioni del cadavere e dalle circostanze del ritrovamento.

I Personaggi

Dovrete scegliere uno fra i 5 personaggi di seguito elencati. Tutti i personaggi sono storici e attivi a Torino agli inizi del ‘900.


 

Paolo Emilio Thaon Di Revel, 45 anni, è un capitano della Regia Marina ed attualmente è assegnato come attendente personale di Umberto I. La sua mansione riguarda principalmente la sicurezza di Umberto I quando questi si trova a Torino e lo svolgimento di procedure burocratiche. Per tutti i giorni dell’avventura Thaon è in licenza.

Accesso agli appartamenti di Umberto I: Thaon può avere accesso agli appartamenti torinesi di sua maestà.

Esperto burocrate: Thaon ha un sacco di agganci e conoscenze importanti in Torino. In pratica Thaon può ottenere ciò che chiede, purché ragionevole. Ad esempio può farsi assegnare un caso dai carabinieri o può ottenere permessi vari.

Casa: Thaon ha una villa con servitù a Castagneto Po, un piccolo paese a una trentina di chilometri da Torino. Nei giorni dell’avventura ospita don Ratti.

Assistenti: Thaon ha a dispozione tre attendenti, tre giovani guardiamarina. Nei limiti del possibile gli assistenti obbediscono agli ordini di Thaon, e, ciascuno con i propri limiti e capacità può svolgere piccoli incarichi in autonomia ed intraprendenza. Sono ideali
per lunghe ricerche e/o consegne. Ovviamente ciascuno
dei tre reagisce al meglio se trattato in maniera consona.

  • Marco Meneghini è molto intelligente ma pigro, svogliato e trasandato. Gli incarichi che svolge al meglio richiedono intraprendenza e non precisione.
  • Stefano De Mauro è l’opposto di Meneghini, abbastanza limitato ma molto metodico, perfetto per lavori noiosi che non richiedono ragionamento.
  • Piero Poletti è un giusto intermedio, ma è molto giovane e inesperto ed ha il difetto di essere molto emotivo.

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Ferdinando Gabotto, di anni 34 è uno storico, esperto di storia, di storia dell’arte, di occulto. La sua specializzazione sono i Savoia ed in particolare le “trame segrete” dei Savoia Neri contro i Savoia Bianchi, di cui lui è al corrente pur non possedendone prove.

Autorizzato all’accesso all’Archivio di Stato per ragioni di studio.

Conoscenze specifiche sui Savoia: Gabotto ha conoscenze specifiche su ciascuno dei personaggi nella mappa genealogica dei Savoia, e su richiesta specifica possono essere rivelate.

Fama nelle biblioteche/archivi: Ferdinando Gabotto è noto in ambito letterario e può avere facile accesso ad ogni luogo di cultura.

 

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Achille Ambrogio Damiano Ratti
Achille A.D. Ratti, 42 anni, è un sacerdote con una cultura
vastissima, una moralità non così salda e una fisicità da
atleta.

Furtività: “se il fine giustifica in mezzi” ha le capacità per compiere azioni meno
meritevoli. Nei limiti del ragionevole Ratti potrebbe, ad esempio, sottrarre un
documento o un piccolo oggetto, nascondersi per non essere notato o compiere gesti atletici come issarsi fino a una finestra dal primo piano.

Ratti gira vestito da prete, e questo elemento ha un profondo impatto nella reazione delle
persone. Viene sempre chiamato con appellativi religiosi (“padre”, “don”, “reverendo”) e trattato con il massimo rispetto, in un secolo in cui scandali e pensieri negativi sul clero erano ancora lontani.

Riferirsi come residenza alla Biblioteca Ambrosiana di cui don Achille Ambrogio Damiano Ratti è dottore. la casa di Ratti si trova a Milano. Nei giorni dell’avventura Ratti è ospitato da Thaon di Revel.

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Cesare Lombroso, 64 anni, criminologo e medico legale Riferirsi come residenza al Museo di psichiatria e criminologia a Torino di cui è fondatore e direttore.

Frenologia: Lombroso pensa di poter dedurre le qualità di una persona dalla conformazione del cranio. Questo è un tratto divertentissimo del professore che ha sempre una visione chiara (vera ho presunta) delle persone di cui studia i crani.

Fama: Lombroso è conosciutissimo, sia nell’alta società sia in ambito medico. Si ricordi che i dottori di questo secolo appartengono sempre ad entrambi i gruppi, gli “infermieri” solo al secondo. Le bizzarrie di Lombroso sono ben note e nei limiti del ragionevole tollerate perché questi viene considerato un vero genio. Tutte le persone che lo riconoscono lo rispettano incondizionatamente, lo chiamano “professore” e in
ambito medico gli danno carta bianca. Le persone del popolo, vedendolo così distinto, capiscono che è ricco e lo chiamano “signore”.

Casa: la casa di Lombroso è un’ampia e magnifica villa nella collina di Torino. Lombroso ha un servizievole maggiordomo e un laboratorio chimico molto fornito all’interno della propria villa.

Carrozza: Lombroso ha sempre a disposizione una carrozza coperta a sei posti e un cocchiere.

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Eusapia Palladino, 46 anni, medium, possiede il Nulla osta per l’espatrio. (Timbri di Repubblica Francese, Impero Austro-Ungarico e Impero Tedesco).

Terzo occhio: La Palladino è dotata del terzo occhio. Si tratta di “sesto senso” che permette a chi lo possiede di vedere cose invisibili per le persone normali. Di fatto
è un’acuita sensibilità mentale: fisicamente, il possessore del terzo occhio non ha modificazioni di alcun tipo, nessuna traccia sulla pelle, nessun segno particolare che
ne suggerisca la presenza.
Il terzo occhio può però anche essere fonte di problemi e contribuire alla perdita della sanità mentale, perché non sempre ciò che permette di vedere sono fenomeni accettabili dalla mente umana. In alcuni casi la visione rivelata dal terzo occhio può addirittura portare
allo svenimento.
Per questo motivo il terzo occhio può essere aperto o chiuso a piacimento del possessore.

Evocazioni di spiriti / Movimenti di oggetti: in condizioni normali la Palladino potrebbe cercare di appigliarsi a queste pratiche occulte per interrogare gli
spiriti o chiedere visioni su quello che sta accadendo.
Ma da quando ha riottenuto i poteri non ci riesce ancora. Avrebbe bisogno di un paio di settimane di tranquillità per riacquisire queste capacità, meno dirette del terzo occhio.

Fama: Eusapia Palladino è notissima nell’alta società e può ottenere ogni sorta di favore da persone altolocate.

Casa: la dimora della Palladino è a Napoli. A Torino dimora all’albergo Fucina, in via Mascara, non lontano da Piazza Castello (si dice infestato dagli spettri), in cui ha affittato una stanza per tutta la settimana.

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Informazioni aggiuntive sul periodo storico:

La Belle Epoque

L’Italia di inizio Novecento vive il generale momento di dinamismo e trasformazione che
caratterizza Europa e Stati Uniti alla fine del XIX secolo.
Lasciato alle spalle un momento caratterizzato da una lunga depressione economica e da laceranti guerre, inizia un periodo che verrà conosciuto come “belle époque”.

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I ceti agiati, forti di un’economia in espansione,
vissero intensamente questi anni di scoperte
scientifiche e innovazioni tecnologiche,
utilizzando in modo spensierato il proprio tempo
libero occupandolo con momenti di socialità come sere a teatro, ritrovi nei caffè e nei salotti.
La società fu sempre più dominata da una
variegata borghesia, fatta da ricchi imprenditori,
ma anche di un numero sempre crescente di
impiegati nel cosiddetto “terziario”  amministratori, tecnici, impiegati, commessi, burocrati…). Proprio questa “piccola borghesia”, come spesso era malignamente definita dai giornali dell’epoca, aspirava ad una vita se non lussuosa, almeno agiata, di cui il “salotto di casa” rappresentava il fulcro, luogo privilegiato di incontro, per discutere e spendere il proprio tempo libero.

Da metà dell’Ottocento, giunsero i primi comfort all’interno delle mura domestiche: acqua corrente e  gas a domicilio, naturalmente solo nei grandi centri urbani. Esistevano certo ancora importanti differenze fra case dei ricchi e case della media borghesia: nonostante un’attenzione sempre più grande all’igiene personale ed agli spazi ad essa
dedicati, la presenza di un bagno privato nelle case era appannaggio di pochissimi (circa l’1% delle case a inizio Novecento). La servitù domestica, che garantiva i comfort che la tecnologia ancora non riusciva a soddisfare, era presente solamente nelle case della ricca borghesia, in cui viveva in ambienti separati. L’antiquariato caratterizzava il gusto
dell’alta borghesia; il ceto medio, tuttavia, cercava di non fare mancare in casa, orologi, specchi, libri e fotografie di famiglia, esposte a immortalare i momenti salienti della vita familiare.
L’attenzione per l’igiene personale andava di pari passo con il forte impulso alla lotta contro le malattie infettive, allo sviluppo dell’igiene pubblica e alla creazione di moderni ospedali. Non a caso proprio fra la borghesia crebbe sensibilmente il prestigio dei medici, liberi professionisti formati in prestigiose università, forti delle numerose scoperte scientifiche in campo biomedico.
Un generale miglioramento si ebbe anche nell’istruzione di massa, con una crescita
importante del tasso di alfabetizzazione, che raddoppiò rispetto a quello di metà Ottocento (rimanendo comunque basso in Italia, con il 52% della popolazione alfabetizzata, prevalentemente nei centri urbani).

L’Italia di fine secolo

Anche l’Italia vive, se pur in maniera meno prorompente di nazioni come l’Inghilterra o la Francia, il miracolo della belle èpoque. Sotto il profilo della politica interna, tuttavia, la situazione italiana appare decisamente meno promettente.
L’Unità d’Italia si è compiuta da pochi decenni con l’annessione al Regno di Sardegna  della Lombardia e del Veneto asburgici, dei regni dell’Italia centrale e, grazia all’azione di Garibaldi e dei Mille, del Regno delle Due Sicilie; Roma è stata strappata ai papi solamente nel 1870 e ancora mancano all’Italia Unita il Trentino e la Venezia- Giulia.
I Savoia, che per secoli hanno regnato a Torino sul Piemonte, la Sardegna e la Liguria (dal 1814), siedono, dunque, sul trono d’Italia. Gli artefici dell’Unità, tuttavia, sono scomparsi già da alcuni anni: Camillo Benso di Cavour già nel 1861, Vittorio Emanuele II nel 1878 e Giuseppe Garibaldi nel 1882.

L’Italia, orfana dei suoi padri, si trova alle prese con una realtà difficile. Meridione e Settentrione sono due realtà molto differenti e i primi governi del Regno non hanno saputo affrontare con efficacia il problema del b r i g a n t a g g i o e  d e l l a  ma n c a t a
industrializzazione del Sud Italia. La complessa realtà italiana, con le sue arretratezze e le sue differenze, ha portato grandi masse a migrare, dal Sud al Nord, ma anche dall’Italia all’estero, in particolare verso le Americhe.
Attuale re d’Italia è Umberto I, sovrano cresciuto con una rigorosa educazione militare, di carattere introverso, autoritario ma molto presente nelle opere di assistenza. Sua consorte (e cugina), regina molto amata dal popolo, è Margherita di Savoia. I due hanno avuto, nel 1869, un figlio, Vittorio Emanuele, erede al trono.
Significativi di una situazione problematica sono gli eventi del 1898. L’anno precedente un cattivo raccolto mette in crisi un’economia già in difficoltà: i prezzi prevedibilmente aumentano, generando malcontento fra le masse.

Torino agli inizi del ‘900

Torino, nei mesi in cui il nuovo secolo sorge illuminando di speranze il mondo, è una città dalle molte anime.
Amministrata dal Conte ing. Casana Severino Torino conta 335.000 abitanti e ha conosciuto diversi ampliamenti urbanistici secondo lo squadrato scacchiere geometrico che la contraddistingue fin dall’epoca romana, dando alla luce i primi edifici italiani in stile liberty.
La città piemontese rimane comunque relativamente poco estesa, appena più grande di
due secoli prima.
Pochi anni dopo l’Unità d’Italia, Torino ha perso il proprio ruolo di capitale, prima in favore di Firenze (1865), poi per Roma (1871). I torinesi manifestarono in piazza con veemenza contro la decisione del sovrano, arrivando a scontrasi con le
forze dell’ordine. La perdita del ruolo di capitale, oltre che per il prestigio, preoccupava la classe dirigente subalpina per l’inevitabile smobilitazione di uffici pubblici e il relativo abbandono della città di banche e capitali stranieri.

Dal 1894, l’illuminazione elettrica contribuisce a rendere maggiormente sicure le vie della città e nel 1881 hanno fatto la loro comparsa i primi telefoni, esposti come “macchine magiche” all’Esposizione Universale del 1884. Nel 1894 nasce la prima
società telefonica torinese, la società “Alta Italia”, che conta poco più di migliaio di abbonati, con numeri telefonici di poche cifre.
La città è all’avanguardia anche come strutture sanitarie: nel 1849 è stata una delle prime città d’Europa a dotarsi di un Ufficio d’Igiene. A fine Ottocento, conta diversi Ospedali di recente costruzione: il San Luigi (1818), grande edificio con ampi corridoi aerati secondo le moderne concezioni in tema di edilizia sanitaria, uno “Spedale de Pazzi”, costruito nel 1828, e l’Ospedale dell’Ordine Mauriziano, intitolato al
sovrano, Umberto I, terminato nel 1882.

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